Digital Detox di Alessio Carciofi

 

In questi giorni sto rileggendo un libro uscito nel 2017 oggi più attuale che mai. Si tratta di Digital Detox di Alessio Carciofi. Lo consiglio a tutti.

Non voglio allarmarti ma… 

Ti do qualche dato per inquadrare il tema:

  • il 76% delle persone utilizza il cellulare per più di sei ore al giorno (media mondiale) e noi siamo secondi solo ai giapponesi;
  • quattro persone su cinque controllano il loro cellulare entro i primi quindici minuti del risveglio;
  • al lavoro veniamo interrotti ogni centottanta secondi;
  • trascorriamo all’incirca due ore in più in ufficio per recuperare il tempo perso tra notifiche, gruppi e messaggi su WhatsApp, a rispondere a messaggi di posta elettronica e in video-conferenze improduttive;
  • la capacità di concentrazione media è di circa otto secondi, contro i nove di un pesce rosso;
  • il 75% degli incidenti automobilistici in Italia è attribuibile alla distrazione da cellulare;
  • il 40% delle separazioni e dei divorzi è causato da WhatsApp.

Vado avanti? Non c’è bisogno, credo. Perché le statistiche catturano quello che già sappiamo tutti: la tecnologia crea dipendenza. Siamo sempre attaccati al cellulare o al computer o al tablet, siamo sempre più stanchi e abbiamo sempre meno tempo per noi.

Effetto collaterale: tecnostress

Ma è la modernità bellezza! Sì, certo, e si porta dietro anche qualche piccolo effetto collaterale: attacchi di panico in crescita, ansia, difficoltà relazionali, depressione, solitudine, insonnia, malattie cardiache, ipertensione.  Non sarà tutta colpa loro, ma sicuramente cellulari e computer fanno la loro parte. Tecnostress lo chiamano.

Oggi più di ieri sappiamo che tornare indietro non si può, che il digitale è una risorsa di cui non possiamo fare a meno, visto che ci permette di lavorare in smart-working (o lavoro agile), di fare la spesa in Internet, di restare in contatto con i nostri amici tramite i social e di pagare le bollette senza uscire di casa.

 Distrazioni digitali? Questo è il problema

Ma perché ne parlo? Perché come professional organizer riscontro che una delle cause più frequenti di disagio per quanto riguarda la gestione del tempo sono le distrazioni. Un male dal quale ci dobbiamo salvare a tutti i costi, imparando a usare la tecnologia senza esserne usati.

Il problema è l’acrasìa, parola che deriva dal greco antico e significa “mancanza di controllo, debolezza della volontà”. Noi vorremmo non guardare le ultime notifiche su Facebook o ignorare il cuoricino di Instagram e continuare a fare quel che dovevamo fare e invece niente, ogni dieci minuti siam lì a dare un’occhiatina alla posta elettronica, a sbirciare sul nostro profilo per vedere se qualcuno ci ha messo un “like”.

Per uscire da questa dipendenza abbiamo bisogno di un detox, un digital detox (o disintossicazione digitale). E per farlo il libro propone Digital Felix un metodo di incremento della produttività, ideato specificamente per imprenditori, manager, consulenti e knowledge worker (o lavoratori della conoscenza), per aiutarli a trovare il focus su progetti idee e persone, che contano veramente.

 Focus management (o gestione della concentrazione)

È l’evoluzione della gestione del tempo, la capacità cioè di tenere alta attenzione ed energia: il superpotere del XXI secolo. Il futuro appartiene a chi sarà in grado di accedere con la giusta energia alla concentrazione e per fare questo dovremo accedere “all’intimo” e toglierci temporaneamente dal rumore.

Il suo programma prevede cinque R:

  • rallenta
  • riduci
  • ridisegna il tuo ambiente di lavoro
  • riprogramma il tuo modo di lavorare
  • ricaricati

Ehi! Ma non sono praticamente gli ambiti di lavoro dei professional organizer? Proprio di questo ci occupiamo. Di aiutare le persone a gestire le risorse scarse: spazio, tempo, attenzione ed energia.

Sarà per questo che Digital Detox mi è piaciuto così tanto e anche per il ruolo fondamentale che riserva al silenzio e alla meditazione. Perché la meditazione è azione. Che aiuta ad acquisire consapevolezza e ad allenare la volontà e quindi a superare quell’acrasia, appunto, di cui parlavamo prima.

Grazie Alessio per questo libro da leggere, rileggere e mettere in pratica a partire da subito.

Buon digital detox a tutti!

 

Anna Fais 

www.organizzatessen.it

 

 

 

 

 

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