Routine mattutina? Si parte dal caffè

Qual è la prima cosa che fai quando ti alzi? Per otto italiani su dieci è il caffè!

Secondo questo interessante studio statistico dell’osservatorio Nomisma e Datalytics  in cui si leggono le abitudini degli italiani in merito alla tazzina di caffè, spicca il fatto che  il 53% delle persone preferisca la caffettiera nonostante la pubblicità ed il mercato offrano una vastità di macchine, cialde e capsule. La cara vecchia moca, però, viene spesso abbandonata a causa dello stile di vita, sempre più frenetico: non c’è più nemmeno il tempo di prepararsi un caffè in pace, così si pigia un bottone ed il gioco è fatto.

Così facendo, però, si va a perdere quello che è un piacere quotidiano, un piccolo rito capace di cambiare in meglio una giornata, soprattutto per noi italiani, in onore al sig. Alfonso Bialetti.

Non esiste paragone al profumo del caffè appena fatto con la caffettiera!

Chissà poi che il doversi preparare la moca non sia l’occasione per fare un piccola pausa e staccare un attimo dalla frenesia? Ricordiamoci che anche le pause devono trovare il loro spazio nell’arco della nostra quotidianità perché fondamentali per la nostra salute.

Inoltre, da qualche tempo si leggono spesso delle notizie sconcertanti riguardo l’uso del caffè in capsule.

Il dato più allarmante è che contenga da 5 a 10 volte più furano (prodotto cancerogeno frutto della tostatura http://www.sicurezzaalimentare.it/sicurezza-produttiva/Pagine/Furanoneglialimenti,ilcaff%C3%A8confermatoprimacausadiesposizione(88).aspx, https://retenews24.it/caffe-in-capsule-contiene-potente-cancerogeno/) rispetto ad altre preparazioni come la moca o il solubile dove tende, invece, a disperdersi perché volatile. Per ridurre al minimo l’assunzione di questa sostanza, anche con la moca o il solubile, si consiglia di lasciar riposare qualche istante il caffè nella tazzina prima di berlo.

Inoltre ci sono delle discussioni anche riguardo alla conservazione del caffè all’interno della capsula che sarebbe sempre a contatto con la plastica o l’alluminio che venendo poi a contatto con il getto di acqua bollente durante l’erogazione del caffè tendono a rilasciare sostanze ben poco salutari.

Parliamo anche della questione dei costi?

Un caffè, secondo i dati di Altroconsumo, fatto con la moca costa mediamente circa € 0,07 centesimi, con la capsula invece, sono circa € 0,38 centesimi (scegliendo le più economiche).

Infine, ma non in ordine di importanza, c’è il problema dello smaltimento delle capsule. Solo il 5% delle capsule è riciclabile!! Il resto genera 120000 tonnellate di rifiuti l’anno che non si smaltiranno prima di 5000 anni (https://www.comunicaffe.it/ecco-quanto-inquinano-le-capsule-di-caffe-secondo-uno-studio-europeo/).

Esistono anche le capsule ricaricabili che vanno ad ovviare il problema dell’accumulo dei rifiuti e che spesso sono in alluminio, quindi sicuramente più salutari. Bisogna però avere il tempo di riempirle e lavarle, come fosse la caffettiera.

Come fare allora per conciliare la questione della mancanza di tempo, dell’inquinamento e soprattutto della salvaguardia della salute?

Le soluzioni possono essere tre:

-utilizzare una macchina per il caffè che funzioni con il caffè in grani o macinato: così si protegge la salute e l’ambiente risparmiando qualche minuto prezioso che ci richiederebbe la caffettiera per prepararla e poi lavarla.

-utilizzare una moca elettrica impostando l’orario in cui si desidera che il caffè sia pronto

-utilizzare la cara vecchia moca preparandola alla sera prima, già carica di caffè e sul gas, così al mattino il risparmio di tempo è garantito.

Come sempre, è questione di organizzazione.

Chiara Pignolo
associata junior n.101

 

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