Organizzazione e benessere della neomamma

Avere un figlio è un evento che può essere tante cose: gioioso, magico, ma anche dirompente.

È un’esperienza molto soggettiva, a cui ogni donna arriva con esperienze, convinzioni, aspettative e motivazioni molto differenti.

Molto spesso si pensa che la maternità sia un’esperienza naturale, di fronte a cui è sufficiente fare appello al proprio istinto materno per superarne le difficoltà: d’altronde le donne procreano da secoli e ai tempi dei primi uomini non esistevano certamente consulenti per l’allattamento o puericultrici.

Questa tesi non sarebbe sbagliata se, appunto, vivessimo ancora in quel periodo. Oggi però le cose sono cambiate. La struttura sociale e della famiglia è diversa: e, soprattutto nelle grandi città, spesso le mamme si trovano sole e senza aiuti a crescere i propri figli. A questo si aggiungono il rientro al lavoro, gli orari da rispettare, gli spostamenti, e un welfare spesso insufficiente.

Oggi, per di più, le modalità genitoriali sono cambiate rispetto a quelle dei nostri nonni e dei nostri genitori. Lo stile educativo rigido di un tempo ha, pian piano, lasciato lo spazio a una genitorialità che fa dell’ascolto e del dialogo i suoi punti cardine, fin dai primi mesi di vita dei figli. Si potrebbe definire un modello educativo genitoriale “bambino-centrico”.

Questo fattore si fonde insieme ad altri aspetti sociali quali la radicata questione sociale della disparità di genere, ma anche la teoria dell’attaccamento di Bowlby, rendendo la vita delle mamme molto complessa.

Già nelle prime ore dopo il parto, infatti, ogni mamma si sente subito investita di un ruolo ad altissima responsabilità, in cui si deve tuffare a capofitto e dei cui numerosi aspetti si deve occupare quasi esclusivamente.

 Quello che però a volte si dimentica è che affinché la mamma sia in grado di occuparsi del suo piccolo deve essere in forze, rilassata e serena. Se la mamma non sta bene, anche il bimbo risentirà del suo stato d’animo. Diventa quindi sempre più chiaro che, in questo momento, la serenità della mamma è la chiave per il benessere del bebè.

Per fare in modo che i primi mesi dopo il parto siano piacevoli per tutti, è fondamentale che la famiglia impari a organizzarsi per mettere in piedi un solido sistema che aiuti la mamma a superare i primi mesi di maternità senza stress e senza trascurare sé stessa, il suo bambino, il suo compagno, il lavoro, la casa.

Ed è qui che i professional organizer specializzati in stile di vita e domestico possono intervenire per riportare l’equilibrio, aiutando la neomamma a riprendere il controllo della sua vita e del suo tempo, e a farle sentire che la gestione degli impegni, della casa e della propria vita possono essere più facili se ben organizzati.

I professional organizer possono aiutare fin dall’ultimo trimestre di gravidanza a liberare e organizzare gli spazi in vista del nuovo arrivo, ma non solo. Possono infatti anche aiutare:

  • a impostare delle routine legate alla gestione della casa;
  • nella divisione dei compiti tra mamma e papà;
  • i genitori a sfruttare al meglio tutte le risorse a loro disposizione e a gestire al meglio il loro tempo, in maniera da poter garantire, per esempio, una doccia calda per la mamma e del tempo di qualità per la coppia;
  • la mamma a trovare la soluzione migliore per conciliare gli impegni lavorativi con la gestione del bebè o come affrontare il momento dello svezzamento, trovando il giusto incastro tra tempo dedicato alla preparazione dei pasti e impegni quotidiani.

Il supporto che i P.O. possono offrire in questo ambito è ampio e altamente personalizzabile, oltre ad essere fortemente innovativo. Sempre più necessario in una società che sembra sottovalutare il benessere della mamma nei primi intensi mesi che seguono il parto, e non solo.

 

Stefania Di Mascolo 

www.organizzatamente.com

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