Döstädning: l’arte svedese di alleggerire la propria vita nella terza età

Negli ultimi anni la nostra associazione è cresciuta non solo nei numeri ma anche nelle specializzazioni: questo ha portato a una revisione della nostra bibliografia e all’introduzione di nuovi testi.

Ho suggerito in prima persona di introdurre il libro di Margareta Magnusson “L’arte svedese di mettere in ordine/The gentle art of Swedish death cleaning” per diversi motivi: in prima luogo perché è uno dei pochi disponibili che tratta il tema dell’alleggerimento nella terza età (o pulizie pre-morte) in chiave prettamente organizzativa, e poi perché tratta il tema della vecchiaia e della morte con un approccio molto ironico, sereno e divertente, dando allo stesso tempo moltissimi spunti pratici e operativi.

L’edizione italiana è uscita a fine 2019 presso La nave di Teseo; lo avevo già letto nell’edizione inglese (2018), che ha avuto moltissimo successo internazionale, e che nella traduzione italiana ha perso a mio parere una parte del suo senso originario.

Sistemare la propria vita per alleggerire quella degli altri: questo è il sottotitolo del libro e lo trovo veramente azzeccato. Margareta Magnusson, un’arzilla e simpatica vecchietta nordica tra gli 80 e i cent’anni, come si autodefinisce, ci conduce in un viaggio attraverso le sue pulizie in vista della morte, in un percorso di alleggerimento (e nel suo caso anche proprio di trasloco fisico in una casa molto più piccola), attraverso l’eliminazione degli oggetti superflui, accumulati durante la sua lunga vita nella casa di famiglia.

Una volta cresciuti i 5 figli, e mancato l’anziano marito, l’autrice decide di procedere a quello che gli Svedesi chiamano “döstädning”: passare in rassegna i propri averi, decidere cosa tenere, attraverso una pulizia profonda e accurata per avere una vita più facile e leggera, soprattutto in vista della propria morte, ma non solo…

L’autrice ci tiene molto a sottolineare quanto sia per lei importante procedere a questa pratica, per affrontare gli ultimi anni della propria vita, scegliendo di circondarsi esclusivamente di quelle poche cose veramente importanti e cosa molto più significativa, risparmiare ai figli il gravoso compito di farlo, aiutandoli così a serbare di lei un ricordo della madre ancora più affettuoso e non angosciante.

L’aspetto più piacevole della lettura del libro, che è molto ironico e scorrevole, è proprio la leggerezza che traspare, pur trattandosi di un tema molto collegato alla vecchiaia, alla malattia e alla morte.

Nella traduzione italiana infatti, a partire dal titolo, in cui è stata omessa di proposito la parola “morte”, si perde in più di qualche punto il riferimento molto chiaro e serenamente consapevole che l’autrice fa alla fine della sua vita, e al fatto di non voler lasciare il compito gravoso di vuotare la casa e di occuparsi dei suoi beni ai cinque figli. La versione italiana è molto più sfumata e meno diretta in vari passaggi ma credo che questa scelta sia dovuta a motivi di marketing editoriale ma anche a un certo tipo di approccio culturale al tema della morte.

Dal punto di visto organizzativo, il testo scorre molto piacevolmente attraverso spunti molto pratici e operativi tra le varie categorie di oggetti e beni da sistemare ed eliminare, con aneddoti della vita dell’autrice che emergono man mano che scorre i ricordi e gli oggetti, con una chiarezza e un’ironia molto spiccate. Ci sono anche dei simpatici disegnini intercalati nel testo, che prendono spunto dallo scritto, e aiutano a tenere traccia dei vari passaggi.

Tra l’altro, l’autrice è stata anche un’affermata artista a livello internazionale e ha vissuto con la numerosa famiglia in vari Paesi, grazie anche al lavoro del marito, e spesso emergono alcuni consigli anche in funzione organizzativa proprio sull’esperienza di expat e, in particolare, della moltitudine di oggetti e ricordi provenienti anche da queste esperienze in giro per il mondo.

Si configura a tutti gli effetti come un manuale delle pulizie della terza età, che però può essere utilizzato in varie situazioni della vita, suddiviso anche in base agli ambienti della casa.

Una parte rilevante del testo è dedicata alla “comunicazione” di questa attività, con i parenti e con le altre persone vicine. Sappiamo che non è visto di buon occhio solitamente che si discuta di temi tristi, quali la morte e i preparativi in vista di questo evento. L’autrice cerca di spiegare, e a mio parere con molta efficacia, come si può approcciare questo argomento con chi amiamo e che sicuramente avrà più difficoltà nel momento in cui verremo a mancare. Ritengo che anche questo aspetto abbia un’importante valenza organizzativa.

La parte che ho trovato più divertente è quella in cui descrive la “scatola da buttare”, in cui la Magnusson ha conservato le cose che hanno un valore molto intimo solo per lei, un contenitore strettamente personale che ha chiesto ai figli di buttare dopo la sua morte, senza controllarne il contenuto. Dà indicazioni precise sul fatto che questa scatola non debba essere molto grande, al massimo una scatola da scarpe: spassoso (ed istruttivo!) è il passaggio in cui elimina le cose “compromettenti” che non vorrebbe mai finissero a conoscenza dei figli!

Anche nelle parti più serie del libro, per esempio quando descrive come occuparsi dei documenti importanti, password e dati che potranno essere utili a gestire questioni pratiche dopo la sua scomparsa, è ammirevole l’umorismo e la leggerezza con cui tratta questi temi e con cui ci conduce al minimalismo.

Un punto che ho trovato in comune con l’autrice è il suo famelico trita-documenti, sempre in attesa di carta da masticare! Come lei, lo trovo un momento per riflettere (o far riflettere chi sostengo in questo percorso) su un avvenimento o un’emozione che quel pezzo di carta riporta alla mente, che ha fatto parte della nostra vita e ci ha contribuito a renderci quello che siamo.

Una serie di suggerimenti pratici, anche inaspettati, e consigli di buon senso per prepararci con consapevolezza ad una stagione importante della nostra vita, di cui però spesso ci dimentichiamo, o più probabilmente pensiamo di avere sempre molto tempo per affrontare, rendono questo libro quasi un testo di studio per chi vuole occuparsi di questo ambito, ma che consiglio vivamente di leggere anche solo per trascorrere qualche ora piacevole.

È sorprendente come una signora anziana, di altri tempi se si può dire, abbia una freschezza e una modernità nel trattare questo tema, tali da renderlo piacevole e istruttivo.

Io credo che questo approccio sia frutto di una mentalità che alle nostre latitudini non è ancora così diffusa e accettata, ma che dimostra come alleggerire la nostra vita e quelli di chi resterà dopo di noi è possibile.

 

 

Alessandra Janousek

www.funorganize.com

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