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Minimalismo digitale: una lettura essenziale per ogni Professional Organizer

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I dispositivi digitali che usiamo ogni giorno e, in misura ancora maggiore, i social network non sono neutri.

Questa la tesi apparentemente scomoda di Cal Newport, professore di informatica e saggista americano, autore di Minimalismo digitale, libro edito da ROI Edizioni nel 2019.

Progettati per massimizzare il tempo di utilizzo, con pressanti notifiche e facili scroll, in verità portano a diminuire la capacità di prestare attenzione. L’autore non demonizza però la tecnologia, ma invita a riflettere su come la utilizziamo, in particolare porta l’attenzione sull’uso intenzionale e consapevole del digitale, a scapito di quello più comune di tipo reattivo e automatico.

Per cambiare comportamento, suggerisce strategie pratiche volte a riappropriarsi del tempo che percepiamo perso nell’uso incontrollato dei tool che ci accompagnano ormai in ogni azione quotidiana.

Minimalismo digitale non è quindi l’ennesimo libro di produttività o di crescita personale, ma piuttosto una riflessione sulla nostra autonomia in quanto persone e sulla nostra capacità di scegliere dove indirizzare la nostra attenzione, una competenza utile a chiunque, ma a maggior ragione a chi, come noi Professional Organizer, opera a stretto contatto con i clienti e fa dell’organizzazione personale la base del proprio lavoro.

L’abitudine a essere costantemente connessi ha delle conseguenze che, se portate all’estremo, possono tradursi in problemi gravi. L’effetto più evidente è che le persone stanno progressivamente perdendo la capacità di concentrarsi e di mantenere l’attenzione per periodi di tempo lunghi senza cercare distrazioni o ricorrere ai propri dispositivi e, con essa, anche altre abilità essenziali come il restare nel qui e ora, ascoltare profondamente gli altri, trascorrere del tempo in solitudine, restare anche poco nell’incertezza. Un uso eccessivo del digitale frammenta anche l’attenzione e il tempo in pezzi sempre più ridotti che rendono difficile svolgere attività profonde e significative, dalla ricerca di informazione all’ascolto ininterrotto di contenuti complessi.

Così come il minimalismo non consiste nell’eliminazione totale delle cose materiali ma in una ricerca consapevole di ciò che è essenziale, lo stesso approccio può essere applicato al digitale evitando di accogliere acriticamente tutte le innovazioni, ma ragionando con consapevolezza e autonomia e scegliendo solo ciò che funziona per noi, nella fase di vita in cui ci troviamo in questo momento.

 

Modalità di applicazione e consigli pratici

Il minimalismo digitale può essere definito come un modo di utilizzo della tecnologia nel quale gli utenti dedicano il tempo trascorso online ad attività specifiche, selezionate con cura e utili a sostenere i loro obiettivi. Questo approccio può anche essere proposto ai clienti come una procedura passo a passo, volta a migliorare l’equilibrio vita-lavoro.

Si parte con una mappatura delle abitudini digitali del cliente: le applicazioni utilizzate nell’attività lavorativa e nella vita privata, un conteggio del tempo trascorso online, etc. Segue la fase di digital declutter, finalizzata ad accrescere la consapevolezza nell’uso del digitale attraverso una riduzione concordata nell’uso dei dispositivi e momenti di aggiornamento periodici. Un punto molto importante è identificare alcune attività alternative allo smartphone, possibilmente offline. Spesso a mancare non è il tempo libero, ma di un’idea chiara di che cosa fare in quei momenti, e quindi le persone finiscono per prendere il telefono e scrollare i social per ore, sentendo alla fine un senso di svuotamento e insoddisfazione.

Altri consigli pratici per una vita digitale più consapevole sono:

  • Controllare le mail e messaggi in momenti definiti durante la giornata anziché rispondere istantaneamente alle notifiche.
  • Quando si lavora con tool digitali, avere sempre idea del motivo per cui si sta utilizzando un’applicazione, come intendiamo utilizzarla e per quanto tempo.
  • Invece di fruire di contenuti in una maniera frammentata e continuativa, dedicare tempi stabiliti all’informazione e allo svago, possibilmente tramite contenuti completi e lunghi (podcast, long-form, articoli strutturati, etc.) preferendoli a quelli brevi come i reel o i post. L’idea è riabituarsi a cercare attivamente le informazioni che interessano, e non a fruire passivamente i contenuti selezionati da un algoritmo.
  • Quando ci si concentra su un’attività complessa, abituarsi a eliminare tutte le fonti di distrazione esterne e interne ai dispositivi.
  • Imparare a trascorrere del tempo in solitudine e in assenza di stimoli esterni. Camminare o guidare senza ascoltare la musica, stare in fila al supermercato senza scrollare il telefono… questi momenti di apparente vuoto sono preziosi perché ci permettono di vagare con la mente e stabilire connessioni creative tra gli input a cui siamo stati sottoposti originando idee innovative.

 

Perché un approccio consapevole al digitale nel nostro lavoro?

Il minimalismo digitale è una competenza utile a chi lavora come consulente dell’organizzazione sia come metodo da proporre ai clienti e alle clienti, sia in quanto modalità operativa da applicare nel nostro lavoro al fine di migliorare sempre di più la qualità della nostra attività e accorgerci in anticipo di abitudini nell’uso del digitale che possiamo migliorare per diventare più efficaci e consapevoli.

Il concetto di minimalismo digitale presenta un parallelo con il decluttering degli oggetti o degli spazi: così come un Professional Organizer non consiglia ai clienti i buttare tutto ma soltanto gli oggetti che non servono più e che ingombrano la casa, Cal Newport consiglia di fare lo stesso con le abitudini di uso dei dispositivi e fruizione dei contenuti digitali. L’idea è identificare il valore aggiunto e l’utilità di ogni strumento o di ogni abitudine digitale più o meno radicata, e poi domandarsi quanto essi siano davvero utili o se si tratta piuttosto di automatismi senza una reale utilità percepita. Chi si rivolge ai Professional Organizer non cerca soltanto l’ordine fisico o il risparmio di tempo, ma vorrebbe anche riprendere il controllo su aspetti della vita quotidiana che sembrano sfuggire di mano. Dato che il digitale è parte integrante delle nostre esistenze quanto gli oggetti fisici e suscettibile di accumulo disordinato, gli stessi ragionamenti che valgono per il decluttering possono essere applicati all’uso dello smartphone.

In qualità di Professional Organizer, anche noi siamo soggetti alle stesse dinamiche e agli stessi rischi ed è importante esserne consapevoli. Applicare il minimalismo digitale alla vita professionale significa essere coerenti con le stesse procedure che proponiamo ai nostri clienti, farci portavoce di un modo più sostenibile di lavorare, applicare spirito critico e consapevolezza verso la tendenza a una sempre maggiore digitalizzazione delle nostre vite per sapere scegliere con attenzione solo ciò che crea valore aggiunto.

 

 

 

 

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