Animal Hoarding o Sindrome di Noè

 

L’accumulo di oggetti nelle abitazioni, complice la diffusione di serie tv come “Sepolti in casa” uniti agli articoli e i servizi televisivi che compaiono sui media con spesso un taglio sensazionalistico, è un disturbo che inizia a essere riconosciuto anche in Italia.

L’accumulo di animali, invece, è un fenomeno più nascosto e sommerso, anche se non meno diffuso.

 

Le caratteristiche del disturbo

L’accumulo di animali ha delle caratteristiche diverse dal disturbo da accumulo di oggetti. Viene infatti studiato parallelamente, nel senso che ci sono alcune caratteristiche simili, ma gli studi dicono che corrispondono a zone del cervello diverse.

Questa patologia è studiata negli Stati Uniti almeno dal 1996, anno di fondazione del “The Hoarding of Animal Research Consortium” (HARC) e portata avanti ancora oggi dal Dottor Gary Patronek, che definisce l’accumulo di animali come:

  • avere un numero più altro del consueto di animali di compagnia;
  • incapacità di fornire lo standard minimo di nutrizione, igiene, riparo e cure veterinarie, con conseguenze di malattie e/o morte per fame, infezioni diffuse, e ferite non curate;
  • negazione dell’incapacità di provvedere alla cura degli animali e dell’impatto che questo fallimento ha sugli animali, sulla cura degli abitanti e della casa;
  • persistenza, nonostante questo fallimento, a continuare ad accumulare animali.

 

Le caratteristiche dell’accumulatore

Le ricerche indicano che il disturbo tenda a colpire maggiormente le donne, persone comunque sole e con più di 60 anni.

Vengono indicati due profili principali:

  • rescue hoarder (il salvatore): sente una vera e propria missione nel dover salvare gli animali perché si ritiene l’unica persona in grado di prendersene cura; ha un’estesa rete di associazioni, canili, gruppi dove trovare nuovi animali da salvare; fa molta resistenza alle richieste di adozione di persone interessate;
  • overwhelmed caregiver (il caregiver sopraffatto): è da sempre un amante degli animali ed è riconosciuto come tale. La sua acquisizione è più di tipo passivo, nel senso che spesso gli vengono affidati trovatelli o animali bisognosi di cure proprio per la sua fama.

 

Per le sue caratteristiche, questo particolare disturbo esula dal lavoro che può fare un professional organizer.

 

Bibliografia e articoli:

Una pericolosa Arca di Noè. L’accumulo di animali tra cronaca e ricerca di Elisa Silvia Colombo, Paola D’Amico, Emanuela Prato Previde. Edizioni Cosmopolis.

Dal sito www.disposofobia.org www.disposofobia.org/animal-hoarding-laccumulo-di-animali/

 

Irene Novello

irenenovello.com

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