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La scuola sta per ricominciare: come i Professional Organizer possono supportare le famiglie e i giovani nella ripresa dello studio

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La fine dell’estate è uno dei periodi più intensi e interessanti per molti Professional Organizer perché il rientro a scuola e la ripresa delle attività dopo la pausa estiva portano con sé un aumento di richieste da parte di famiglie e studenti. In molti cercano infatti supporto per affrontare il rientro con il piede giusto. Quello dell’organizzazione dello studio è un ambito di specializzazione ricco di opportunità ma anche delicato, perché richiede di rapportarsi con clienti giovani, spesso minorenni, e le loro famiglie, competenze specifiche e una chiara consapevolezza dei confini della propria professione. In questo articolo si intende offrire ai Professional Organizer, e a chi si sta avvicinando alla professione, qualche indicazione per orientarsi in questo settore.

 

La fine dell’estate: il momento migliore per intercettare un bisogno diffuso

Il rientro scolastico di settembre è per famiglie e studenti un periodo stimolante ma anche complesso dal punto di vista organizzativo, e i tre mesi di vacanza del calendario scolastico italiano non contribuiscono a facilitare questo momento. I problemi tipici affrontati e per i quali alcuni potrebbero sentire la necessità di rivolgersi a un Professional Organizer riguardano, ad esempio, l’avvio simultaneo di scuola e attività extrascolastiche (sport, corsi…), la necessità di riprendere vecchie routine o costruirne di nuove, o la riorganizzazione degli spazi domestici per accogliere nuove esigenze di studio.

Queste necessità prese singolarmente sembrano poca cosa, ma considerate nel loro complesso e in modo così concentrato possono appesantire il carico mentale dei genitori e degli studenti più grandi, oltre a mettere alla prova metodi e abitudini di gestione del tempo. Sapere leggere questi segnali e porsi come alleati nella gestione organizzativa è il primo passo per intercettare la domanda in un periodo dell’anno in cui il bisogno è particolarmente diffuso.

 

Definire il proprio ruolo di professionisti dell’organizzazione

Un passaggio fondamentale, specialmente per chi è agli inizi, è saper spiegare con chiarezza ai clienti qual è il ruolo del Professional Organizer in questo ambito: non è un tutor che affianca lo studente nello svolgimento dei compiti né una persona che riordina scaffali dei libri e scrivanie. Il valore che un professionista dell’organizzazione può offrire riguarda:

  • la progettazione, insieme a famiglia e studenti, di routine sostenibili e replicabili in autonomia;
  • l’ottimizzazione di routine già esistenti ma poco efficaci;
  • l’organizzazione degli spazi di studio e dei materiali didattici, per favorire concentrazione e livelli di autonomia crescenti;
  • la gestione del tempo tra scuola, compiti, attività extrascolastiche e impegni familiari.

Ogni percorso comincia quindi con un’analisi attenta dell’età dei giovani e degli spazi disponibili in casa; tiene conto della ripartizione dei carichi organizzativi tra i componenti della famiglia, di abitudini consolidate e criticità ricorrenti. L’intervento è sempre personalizzato e declinato in base alle esigenze di ogni famiglia, partendo proprio dall’ascolto attivo e non giudicante del bisogno dei ragazzi.

 

L’importanza di una consulenza su misura

Con i bambini più piccoli il lavoro è finalizzato a favorirne l’autonomia: aiutarli a trovare da soli il materiale per un’attività e rimettere in ordine, preparare lo zaino senza l’aiuto di un adulto, etc. Con i ragazzi più grandi, invece, l’organizzazione e la gestione del tempo diventano strumenti chiave con cui costruire insieme un metodo di studio personale adatto alle loro esigenze e stile di vita.

Un altro importante ambito di lavoro riguarda la capacità di archiviare informazioni e materiali di studio su supporti diversi analogici e digitali e sull’uso consapevole dei dispositivi, una delle sfide oggi più ricorrenti in consulenza. Le conoscenze acquisite a scuola sono sempre più spesso distribuite su diversi supporti: dalle dispense, ai quaderni degli appunti fino al registro elettronico. Aiutare lo studente a costruire un metodo unico ed efficace per raccoglierle significa allenare una competenza trasversale trasferibile anche nel mondo del lavoro: la capacità di archiviazione e gestione degli asset immateriali.

 

Un lavoro invisibile da portare alla luce

È importante ricordare che il valore aggiunto del lavoro del Professional Organizer si realizza anche quando i risultati non sono immediatamente visibili. I benefici derivanti da una consulenza organizzativa toccano infatti aspetti importanti sul lungo periodo come il miglioramento della gestione della routine quotidiana, l’alleggerimento del carico mentale dei genitori, e, in generale, una maggiore serenità familiare nei momenti di cambiamento come il passaggio da una scuola all’altra. Sapere comunicare questo valore sommerso è parte del nostro lavoro tanto quanto l’intervento organizzativo vero e proprio.

 

Parola all’esperienza

Per approfondire questi temi con l’esperienza diretta di chi opera in questo ambito, abbiamo raccolto la testimonianza di Claudia Casati, Professional Organizer di Liberalamente specializzata in consulenza organizzativa a famiglie e studenti.

Lavorando spesso con adolescenti, Claudia adotta un approccio triangolare che coinvolge anche i genitori, spesso i reali committenti della consulenza, mantenendo però il focus di lavoro sui giovani. Il problema riportato dai genitori, infatti, è spesso solo la punta dell’iceberg di difficoltà più profonde ed è importante saper ascoltare davvero i ragazzi, riconoscendo anche i propri limiti di competenza. Quando le difficoltà superano l’ambito organizzativo e hanno a che fare con altri aspetti, è compito nostro saper indirizzare la famiglia verso uno specialista. Questo tema ha a che fare con il codice deontologico della nostra Associazione APOI, ed è stato approfondito anche nell’articolo L’etica del PO: quando dire no a un cliente.

Sul piano operativo, Claudia conferma quanto questi interventi debbano restare flessibili e personalizzati, sia nella durata sia nell’intensità, in base al budget, all’autonomia e alla motivazione del cliente. I due pilastri su cui costruire questi percorsi sono:

  1. La pianificazione del tempo. Si privilegia inizialmente carta e penna per fissare il metodo, mettere nero su bianco le e mappe, impostare il proprio planner e definire le priorità, e, solo dopo, passare a supporti digitali.
  2. L’elaborazione di un metodo di studio. Un aspetto spesso trascurato a scuola e lasciato alla discrezione del singolo insegnante. Come dice efficacemente Claudia, memorizzare concetti e nozioni senza metodo è “come riempire un vaso bucato”.

Un’ultima indicazione preziosa riguarda la scelta dei tempi in cui proporre questo tipo di intervento: l’estate resta il momento migliore per costruire da zero un metodo di studio perché i ragazzi sono più riposati e collaborativi, e non ancora oberati da scadenze e compiti in classe. Con l’entusiasmo dei nuovi inizi e un carico di studio ancora leggero, settembre è invece il momento ideale per consolidare quanto costruito e lavorare sullo stare in classe in modo efficace, imparando a prendere appunti e partecipare attivamente.

 

Il valore dell’organizzazione nello studio

Il rientro a scuola non è solo un momento delicato per le famiglie e i ragazzi, ma anche un’occasione professionale importante per i Professional Organizer, che permette di dare visibilità a un ambito ricco di opportunità, dove i professionisti possono offrire un reale valore aggiunto. Conoscere bene i confini del nostro ruolo, calibrare l’intervento sulle diverse età, restare saldi sui principi etici della professione e ricordare che si sta lavorando con ragazzi e giovani adulti, la cui personalità è ancora in formazione: questi sono i capisaldi che ci permettono di affrontare questo periodo con competenza e consapevolezza

 

 

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