Il Triangolo…si!

No, oggi non ti parlo di questioni amorose, né delle Bermuda e tanto meno di Renato Zero. Mi travesto invece da architetto e ti parlo di organizzazione della cucina. Architetto? Sì, perché affronterò il tema in termini progettuali.
Una cucina ben organizzata, infatti, deve tenere conto della distribuzione degli spazi di lavoro nella fase della sua configurazione. Esistono dei centri di lavoro ben definiti, collegati alle rispettive operazioni chiave che vi si svolgono: questi sono la zona cottura (ovvero dove cuciniamo con il piano cottura), la zona lavaggio del cibo (che corrisponde al piano del lavello) e la zona conservazione (il frigorifero). Le operazioni che svolgiamo tra questi spazi, infatti, devono avvenire nel modo più fluido e confortevole possibile.

Proprio per questo l’Università dell’Illinois, fin dagli anni ‘40, si è dedicata a questa tematica nell’ambito degli studi sull’ergonomia, ovvero quella disciplina del design che si occupa di studiare la migliore adattabilità di spazi e strumenti all’essere umano che li dovrà utilizzare, sia dal punto di vista della funzionalità che dell’accessibilità fisica e della facilità d’uso.

Applicando appunto i principi dell’ergonomia alla cucina, sono stati analizzati i rapporti e le distanze ideali tra i tre centri principali: essi dovrebbero essere posizionati in modo che le attività vi si possano svolgere nel modo più efficiente possibile.
Addirittura, in una progettazione ottimale, dovremmo poter tracciare delle linee rette che congiungano lo spazio di lavaggio, quello di preparazione/cottura e quello di conservazione, in modo da creare proprio un triangolo, all’interno del quale si possano posizionare le persone che devono svolgere le attività: così è nata la cosiddetta “teoria del triangolo”.

Scendendo nel dettaglio, in un approfondimento dedicato a questo argomento, Giuseppe Solinas di Homify scrive che esistono anche delle misure ideali per la funzionalità dell’intera area: ogni lato del triangolo dovrebbe avere una misura compresa tra 1,2 metri e 2,7 metri, mentre la somma dei tre lati dovrebbe essere compresa tra 4 metri e 7,9 metri.

Non ci dovrebbero essere, inoltre, ostacoli come mobili, isole o penisole sulle linee dei tre lati. Infine, naturalmente, il triangolo non dovrebbe trovarsi in una zona di passaggio dell’abitazione, come ad esempio tra soggiorno e sala da pranzo.

Ma, mi chiederai, se io ho una cucina lineare? Anche questo caso è stato preso in esame. Ovviamente, in una cucina lineare non è possibile formare il triangolo; sarebbe però opportuno che i settori di lavaggio e preparazione fossero posizionati nella sezione più centrale, tenendo nelle parti più laterali lo spazio di conservazione (e quindi il frigo) e quello di cottura. In fondo, il principio base rimane sempre lo stesso: chi deve lavorare in cucina deve avere lo spazio minimo per poterlo fare in sicurezza, comodità e in modo efficiente.

Rispettare le regole della teoria del triangolo ti permetterà di avere uno spazio armonioso, da vivere ed utilizzare con piacere, facilità e sicurezza; insomma, è il modo giusto per far diventare la preparazione del cibo anche un momento di divertimento e rilassamento da condividere con i tuoi cari!

La tua cucina rispetta la teoria del triangolo?

Alessandro Cavallin

www.organizziamo.com

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